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Come trattare i cerchi nel restauro di moto e scooter d’epoca

by admin

Il restauro è entrato nella sua fase centrale e più delicata. Come sei messo con i cerchi? Te lo chiedo per curiosità, ma soprattutto per invitarti a non trascurarli: sono componenti fondamentali nel restauro di moto e scooter d’epoca, sia dal punto di vista tecnico che estetico.

I cerchi saltano subito all’occhio: sono parte integrante del mezzo e tra i primi dettagli notati da qualsiasi amante delle due ruote. Ne esistono diverse tipologie e, di conseguenza, differenti costruzioni e lavorazioni. Vediamole insieme.

Cerchi scomponibili: il classico di Vespa e Lambretta

Sono i cerchi tipici di Vespa e Lambretta. Stampati in metallo, sono normalmente composti da due parti bullonate tra loro. Risultano molto robusti e semplici da smontare, ma al tempo stesso possono essere delicati e soggetti a deformazioni.

Durante il restauro, ti consiglio di:

  • Verificare sempre eventuali ovalizzazioni appoggiando il cerchio su un piano di riscontro
  • Sabbiarli accuratamente per rimuovere ruggine e vecchie verniciature
  • Sostituire viti e rondelle di accoppiamento con elementi nuovi

Negli ultimi anni esistono anche versioni tubeless, che permettono l’uso di pneumatici senza camera d’aria. Personalmente, preferisco sempre restaurare i cerchi originali: restano i migliori in termini di qualità e autenticità.

Ricorda che i cerchi degli scooter d’epoca si fissano normalmente ai tamburi freno. Hai valutato la verniciatura di cerchi e tamburi insieme per ottenere un colore uniforme?

Piccolo consiglio pratico: su un cerchio appena verniciato, durante l’avvitamento dei bulloni di accoppiamento, inserisci sotto la rondella elastica una sottile rondella in plastica. Eviterai screpolature della vernice fresca.

Cerchi a raggi: icone del motociclismo d’epoca

Probabilmente i più iconici ed evocativi tra i cerchi d’epoca. Sono composti da più elementi e, anche in assenza di danni evidenti, necessitano di riallineamento periodico, almeno una volta a stagione.

In gergo tecnico sono composti da: la lama (il cerchio esterno), il mozzo e l’insieme di raggi e nipples.

Il cerchio esterno è spesso cromato o anodizzato. Dopo aver controllato ovalizzazione e centratura, va pulito e lucidato. Valuta attentamente lo stato: se necessario, procedi con la scromatura e il ripristino delle lavorazioni galvaniche.

Per il mozzo valgono considerazioni simili: procedi sempre alla sostituzione dei cuscinetti e zinca o croma le viti di fissaggio dei dischi freno o i leveraggi dei tamburi.

Per raggi e nipples, prima di procedere con lucidatura e zincatura, verifica il costo di una serie nuova: a volte la differenza è minima. Un accorgimento che uso sempre: passo una spazzola metallica sulla filettatura dei raggi prima della zincatura, per evitare che si grippino nei nipples a causa dell’aumento millesimale del diametro. Un’alternativa valida è zincare i raggi con i nipples già avvitati.

Montaggio e smontaggio dei cerchi a raggi sono, a mio avviso, operazioni da affidare a un professionista. La centratura richiede esperienza e strumenti specifici.

Cerchi in lega: i più moderni

Sono i cerchi più diffusi sulle moto degli anni ’80 in poi. Costruiti in diverse leghe, quasi sempre verniciati, offrono ottime prestazioni tecniche. Sono resistenti ma non indistruttibili.

Oltre a una pulizia accurata, controllali con attenzione per individuare crepe, deformazioni e segni di urti. Un cerchio in lega con crepe va sostituito: non è riparabile in sicurezza.

Preferisco sempre sostituire le viti dei dischi freno con elementi nuovi. Cuscinetti e parapolvere vanno anch’essi sempre sostituiti durante il restauro.

Controlla inoltre il verso di montaggio: può sembrare banale, ma sui cerchi anteriori l’errore è sempre in agguato.

Molti scelgono la verniciatura a polvere: prima di optare per questa soluzione, assicurati che il materiale del cerchio sia compatibile con il processo e le temperature coinvolte.

Con i cerchi pronti, il passo successivo è naturale: la scelta dei pneumatici nel restauro. Cerchi e gomme formano un binomio inscindibile.

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